Il dilemma: e se davvero Cucchi fosse morto per cause naturali?

 

Da due settimane leggo, mi documento, cerco di capire. Il caso di Stefano Cucchi mi ha ferito, come mi ha ferito la reazione di molti da una parte e dall’altra. Siamo arrivati ai cori da stadio, alle opposte fazioni forse dimenticando cosa davvero sia accaduto. L’importante è alzare la voce di più.

Allora ho provato ad approfondire, e riporto qui le mi conclusioni. Che non sono un giudizio e non sono la verità (quella giuridica è stata espressa pochi giorni fa, ora attendiamo i ricorsi), ma è un altro punto di vista, differente da quello che ad oggi pare imperare.

Riporterò i dati e le fonti, senza voler dare soluzioni. Ma solo offrendo qualche spunto di riflessione.

Farò questo senza prendere in considerazione i fatti più di costume che altro (Ilaria Cucchi scrittrice, ora giornalista per rai tre, i rimborsi ai familiari di Cucchi e cose del genere), ma attenendomi a dati certi e inconfutabili.

Si parte.

La storia dell’aresto la conociamo tutti: i Carabinieri intercettano questo spacciatore che sta vendendo della droga ad un tossicodipendente, alla periferia di Roma. Quando lo fermano ha addosso hashish e cocaina. Interrogano anche l’acquirente che conferma di essere cliente abituale di Stefano Cucchi (come si può evincere dall’audio dell’udienza di convalida del fermo http://www.youtube.com/watch?v=PdEmr6_nZIg )

Cucchi viene arrestato e la mattina successiva condotto in tribunale. Davanti al magistrato gli viene contestato il reato di spaccio. Il padre di Cucchi dichiara che quella mattina lo aveva visto in buona salute, con il viso un po’ gonfio e lividi sotto agli occhi (http://www.youtube.com/watch?v=dZblnm2du_0 ).

Ora, il concetto di buona salute è aleatorio, sia chiaro. Ma lo stesso Cucchi dichiara al magistrato di avere qualche problema a parlare, continua a strascicare le parole e appare ben lontano dalla forma migliore. Tranne che con la testa, quella c’è. Alle contestazioni risponde di essere tossicodipendente ma di respingere le accuse di spaccio. Sembra un dato da niente, ma ricordiamoci questa sua precisazione.

Al termine dell’interrogatorio, poi, si dichiara ancora tossicodipendente, anoressico, celiaco e anemico. Quest’ultimo dato può essere importante: il padre parlava di occhi gonfi, ebbene l’anemia può portare a borse sotto gli occhi, come si può evincere digitando ‘anemia sintomi’ in qualsiasi motore di ricerca. Potrebbe essere? Non lo so, non l’ho visto e non sono un medico.

Ad ogni buon conto, Cucchi viene riportato in carcere dove comincia il dramma.

Di lì a 4 giorni morirà

(Non ho rintracciato immagini o video al momento dell’arresto, per capire se il viso mostrasse dei segni oppure no.)

Qui la confusione si fa sovrana: nel corso della mia ricerca ricostruisco che Cucchi stia male e venga portato in ospedale. Secondo alcuni articoli gli viene riscontrata una frattura della mascella ed un’altra serie di lesioni, altri non menzionano questo punto.

Sta di fatto che lo stesso Cucchi ammette due cose: è caduto dalle scale una ventina di giorni prima e, soprattutto, gira al largo da Se.R.T. Perchè “lì c’è gente con cui ho avuto dei problemi e il metadone me lo vado a comperare in piazza”. Da un articolo recente apparso su un giornale (sicuramente non superpartes) sembra che Cucchi sia finito in ospedale 17 volte per lesioni, probabilmente riconducibili anche a queste persone con cui ha avuto dei problemi. http://www.ilfoglio.it/articoli/v/122773/rubriche/caso-cucchi-giovanardi-contro-giornalista-collettivo.htm

I medici riscontrano, più che altro, una lesione alla colonna vertebrale che Cucchi sostiene di essersi procurato con la famosa caduta. E, per quanto inerente gli occhi, richiedono una visita specialistica. Sostengono che Cucchi rifiuti questa e rifiuti il cibo (gli viene fatto preparare un piatto per celiaci).

Perchè lo avrebbe fatto? Sembra una cosa assolutamente fuori da ogni schema: diamine, sto male, sono denutrito (parliamo di un ragazzo tossicodipendente di 32 anni che pesa poco più di 40 kg). Ma una ragione c’è: il giudice ha fissato una seconda udienza disponendo la custodia cautelare, e spesso alcuni detenuti rifiutano le cure per indurre i magistrati ad accorciare i tempi ( http://letteraapertacucchi.blogspot.it/2011/02/ho-deciso-di-scrivere-questa-lettera.html ) mettendo i medici in situazioni difficili: infatti agli stessi viene contestato di non aver imposto cure forzate al detenuto Cucchi, nonostante la sua incapacità di intendere e di volere. Cosa questa contestata dai medici (a quanto capisco possono agire di iniziativa solo quando venga riscontrato che il paziente non è in grado di esercitare le propire facoltà intellettive) che, in cinque, hanno stabilito Cucchi lucido. E, francamente, ascoltando l’audio dell’udienza di quella mattina, io stesso mi sentirei di non ritenerlo del tutto ‘assente’ (vedi la risposta alle contestazioni in cui si dichiara tossicodipendente ma non spacciatore). E le testimonianze di una serie di medici (mi pare 5, ma non posso essere molto preciso) che dicono che il paziente ha rifiutato le cure sono tutte false?

Ora facciamola breve, anche perchè trovo pochi dati sui giorni seguenti: il 22/10/2009 Cucchi, purtroppo, muore.

C’è un dato che non torna in tutto questo: nè i familiari, tantomeno l’avvocato, hanno potuto incontrare il detenuto. Sulle motivazioni, francamente, non ho trovato alcuna spiegazione.

I giorni seguenti si scatena l’inferno. E si scatena grazie alla perseveranza dei familiari e all’intervento di giornalisti e periti.

Vengono pubblicate delle foto atroci di Cucchi. Lividi ed ecchimosi ovunque, il corpo martoriato. Da voltastomaco.

Molti omettono di dire che le foto sono state fatte post autopsia: il corpo è stato aperto, sono stati tolti organi e poi reinseriti. Il fatto che si dimostri in pessime condizioni, onestamente, non mi pare così difficile da comprendere.

E i lividi? Ci sono perizie che parlano chiaro: ipostassi.

Quando si muore e il cuore non pompa più, il sangue segue le regole della gravità, e si deposita nelle parti più vicine a terra. Potrebbe essere una spiegazione? Secondo il medico legale e i periti lo è. Secondo i periti dell’accusa no. Uno dei due ha ragione, l’altro sbaglia. Chi? Sono onesto, risondo un ‘non lo so’.

L’autospia parla di tante cose, ma solo alcune vengono alla luce. Non si racconta, ad esempio, che gli organi di un ragazzo tossicodipente da anni sono fortemente debilitati. E se questo non mangia e non beve per dei giorni, gli effetti possono essere letali. Si parla di un “organismo cronicamente debilitato”. La controparte parla, invece, di una situazione fisica tutto sommato buona. Chi ha ragione? Qui mi sento un po’ più di potermi sbilanciare: che un tossicodipendente sia in forma smagliante… uno che pesa 42 kg ed è alto 1,76 cm… la considerazione dei periti pare un po’ faziosa.

Con una situazione fisica simile, la mancata nutrizione può avere effetti devastanti, come quelli che i magistrati ritengono vi siano stati.

Si parla anche di evidenti segni sulle mani, come bruciature. Tutto smentito.

Insomma, si arriva al processo con una pressione mediatica terribile e due pareri diametralmente opposti. Non è che si dica “Cucchi è stato ammazzato di botte” contro “Cucchi ha preso due legnate”.

No, si dice “Cucchi è stato ammazzato di botte” contro “è morto di cause naturali”.

Si incrociano anche testimonianze (la cui attendibilità è discutibile per lo meno quanto quella degli agenti di Polizia Penitenziaria, visto che quest’ultima è stata messa in dubbio da molti) di detenuti che parlano di pestaggi. Ma è tutto piuttosto fumoso e impreciso. E, ripeto, se abbiamo il coraggio di dire che degli uomini dello Stato e dei medici mentono, non vedo perchè essere convinti che tre carcerati dicano il vero.

Insomma, si arriva al processo. E qui c’è un dato che, francamente, vale la pena di considerare con molta, molta attenzione. In primo grado la corte d’Assise chiude con delle condanne. Secondo l’accusa e la famiglia Cucchi, sono condanne troppo lievi. Ma ci sono.

E in secondo grado? Si rovescia tutto. Insufficienza di prove.

Cucchi non è stato ucciso, nemmeno in maniera colposa, questo dice la sentenza. O, meglio, non ci sono prove del fatto che il detenuto Cucchi sia stato ucciso.

Attenzione: non ci sono le prove, non “non diciamo cazzate, era un tossico, è morto”, la cosa è ben diversa.

Ma il punto più importante è un altro: la corte d’Assise è composta da 2 giudici togati e 6 popolari. Persone come noi. Che dopo aver ascoltato i fatti VERI (e non quelli della D’urso o di Novella 2000) non se la sono sentita di dire che ci fossero delle responsabilità, oltre ogni ragionevole dubbio, sulla morte di Cucchi.

In primo grado si e in secondo no? Roba da pazzi, vero?

E invece no. E’ lo stesso presidente della corte d’Appello Luciano Panzani a dirlo (http://www.iltempo.it/cronache/2014/11/01/caso-cucchi-il-presidente-della-corte-d-appello-quot-basta-gogna-quot-1.1338136 ): queste cose accadono quando nei processi le prove sono indiziarie. Per questo esistono 3 gradi di giudizio.

E sul perchè in primo grado siano state fatte alcune scelte (http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/06/05/processo-cucchi-agenti-assolti-pene-sospese-per-medici-rivolta-in-aula/617284/) qualcuno chiama in ballo le pressioni, i processi mediatici, della piazza, cosa molto in voga nel nostro paese.

Insomma, conclusioni: come dicevo all’inizio, non lo so cosa sia successo in quelle notti e in quei giorni. Io scrivo e invento storie, non faccio il magistrato nè l’investigatore. E’ un lavoro che lascio ad altri.

Qui ho voluto solo offrire un punto di vista diverso, di quelli che non fanno scalpore, che non vendono. Non pretendo di avere la ragione dalla mia, ma spero almeno di aver offerto qualche spunto.

Rifletto soprattutto sull’ultimo dato, quello riguardo la composizione della corte d’Assise: in molti hanno detto che lo Stato ha ucciso il geometra-spacciatore Cucchi due volte. Ecco, pensiamoci bene: poichè la corte d’Assise è composta da persone normali, come noi, potremmo essere noi i secondi assassini.

 

FLR

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